brasile

BREVE DIARIO
DEL VIAGGIO IN BRASILE
“Sulla strada dei SEM TERRA”
23 luglio - 12 agosto 2007

Un’esperienza intensa, interessante e positiva.
Essendo il primo viaggio in Brasile organizzato da Metromondo, non era scontato che tutto andasse bene dal punto di vista organizzativo.
Il gruppo composto da 26 persone, di cui 3 bambine sotto i 10 anni, non ha avuto alcun problema, né interno al gruppo, né esternamente rispetto alle realtà conosciute ed incontrate.
La sintonia, l'armonia e la volontà partecipativa della maggioranza dei partecipanti sono state molto forti.

II programma del viaggio, costruito in collaborazione con Laura (collaboratrice di Arci Nazionale che vive ed opera in Brasile, impegnata in progetti di cooperazione internazionale) e con il diretto interessamento di Evelaine Martines (dirigente della direzione nazionale MST, settore culturale) è stato realizzato e gestito in tutte le sue parti ed arricchito da varie altre proposte e incontri “sul campo”.
Mare, città e campagna; incontri culturali, sociali, politici, istituzionali; svago, relax, divertimento ed impegno. Non c’è che dire, è stato proprio un bel viaggio, (quasi) come lo concepiamo noi, nonostante la prima volta…
Unico “neo” grande come un grattacielo, nel vero senso della parola, è stato l’alloggio in hotel-grattacieli situati nelle città, che poco avevano a che fare con la nostra volontà ed il nostro spirito. Ma anche questa, nel bene e nel male, è stata una conseguenza negativa della prima esperienza che, però, è servita a porre le basi per fare di meglio nel futuro, anche relativamente agli alloggi e alle località da scegliere.

IL DIARIO CITTA’ PER CITTA’
Il Brasile è un paese immenso, composto da 26 stati e, per ovvie ragioni di distanze, tempo, costi, organizzazione, ecc. l'itinerario del viaggio si è concentrato su tre stati: PERNAMBUCO (Recife), RIO (Rio de Janeiro), BAHIA (Salvador).
Per essere precisi, a Recife ci siamo stati non per scelta ma per esigenze operative di voli, nel senso che era l'unica disponibilità di scalo per il nostro arrivo in Brasile.

RECIFE è una città di circa 3 milioni di abitanti, che sembra essere un plastico di un’infinità di grattacieli impressionanti, anche a ridosso della spiaggia, che oscurano il sole già dal primo pomeriggio. Un lungomare che potrebbe essere affascinante, se non ci fossero queste enormi costruzioni. Da notare che a Recife, a causa del forte inquinamento che ha sconvolto l'ecosistema ed eroso la barriera corallina, a differenza di un tempo, gli squali si spingono fino alla riva, rendendo poco sicura la balneazione.
A Recife abbiamo incontrato Evelaine Martines, dirigente del settore culturale del Movimento Sem Terra, venuta da Brasilia, dove vive e lavora. E' stata con noi per due giorni, aiutandoci e accompagnandoci nei nostri primi passi sulla strada del MST. Con lei abbiamo partecipato ad una manifestazione del MST, di protesta contro il ministero dell’agricoltura. Una bellissima, strana esperienza: prima in piazza al presidio, tra comizi, canti e musica (abbiamo cantato “Bella Ciao” con il loro accompagnamento musicale!); poi in vecchissimi pullman che hanno trasportato i contadini partecipanti (e noi con loro) davanti alla sede del ministero stesso, collocata al lato dell’autostrada, in una situazione “logistica” veramente assurda, fuori dal mondo! E’ stato un piacere essere coinvolti in questa manifestazione, in mezzo a gente “vera” che lotta per il diritto alla terra, al lavoro, alla sopravvivenza. Bambini, giovani, adulti ed anziani, tutti insieme, con cappelli e bandiere rosse con il simbolo del MST, facce stanche e sofferenti ma tenere, dolci, forti e determinate. Una grande umanità! Ci è sembrato di vivere una situazione molto antica, davvero lontana nel tempo. Quello è stato anche il primo momento in cui abbiamo potuto toccare direttamente con mano la grande contraddizione presente in questo momento in Brasile, il rapporto di “odio e amore”, di sostegno conflittuale tra il Movimento Sem Terra -e più in generale di una ampia fascia di popolazione di quel paese- le loro aspettative, ed il governo Lula che, da parte sua, rischia di provocare una grande e pericolosa disillusione, confusione e perdita di speranza nei milioni di persone che in lui hanno riposto fiducia.
A Recife abbiamo incontrato Carmelo, un giovane italiano, responsabile della sezione provinciale della Pastorale della Terra, dalle cui costole nel 1984 si è formato il MST. Carmelo ci ha dedicato un interessante incontro, in cui ci ha trasmesso molto sulla storia e la lotta del movimento campesino in Brasile. Dopo l’incontro, insieme ad Evelaines Martines e ad Ana Emilia Borba (del coordinamento del collettivo di cultura dello stato del Pernambuco del MST), Carmelo ci ha accompagnato a quaranta chilometri da Recife, facendoci da traduttore, nel nostro primo incontro con una comunità contadina dei Sem Terra, nell’accampamento “Chico Mendes”. Un'esperienza straordinaria!
La coordinatrice dell’accampamento ci ha spiegato la difficile situazione dell’occupazione e del rischio di essere sgomberati entro qualche giorno. Erano lì da 3 anni ma non avevano avuto il riconoscimento ufficiale del governo, la legalizzazione dell’accampamento in “assentamento”. In quella terra vivevano e lavoravano circa 400 persone. Gli alloggi erano ancora provvisori, in gran parte di fango, alcuni addirittura di teli di plastica. Ci hanno preparato un pranzo davvero gustoso, che abbiamo consumato sulle sedie un po' malandate della scuola del villaggio. Il dopo pranzo lo abbiamo trascorso gironzolando, con le contadine e i contadini del villaggio, parlando e socializzando, bevendo il caffè offertoci da una casetta all’altra, persino giocando a recitazione...
C’era silenzio, tranquillità, un’atmosfera cosi strana e pacifica che pareva irreale! Staccarci da quel contesto, dopo aver consegnato il nostro omaggio per i bambini e la scuola, è stato veramente triste.
Non parliamo poi del rientro nel “nostro” hotel/grattacielo di Recife... una contraddizione davvero difficile da superare!

RIO DE JANEIRO. Al nostro arrivo, il tempo era freddo e piovoso ma, nonostante la stanchezza determinata dalla levataccia alle quattro e mezza del mattino per prendere il volo interno, nel pomeriggio ci siamo dati appuntamento con la “nostra” Laura - la collaboratrice di Arci Nazionale che vive a Rio - per andare a visitare la Favela di Santa Marta, una delle più “tranquille” di Rio. Nella Favela abbiamo incontrato Itamar, un giovane esponente del gruppo Eco, un’associazione socio-culturale che svolge la sua attività nella Favela stessa. Una realtà veramente interessante, sostenuta prevalentemente dal lavoro volontario, che si muove con pochissimi mezzi e molte difficoltà, soprattutto per aggregare i bambini e i giovani in numerose attività culturali. Abbiamo avuto modo di addentrarci nella particolare struttura urbanistica e nella complessità della vita di una Favela.
Nei giorni successivi, tra un bagno nel meraviglioso e immenso lungomare nei pressi del nostro nuovo hotel-grattacielo vicino a Copacabana, le visite in città (che meraviglia il panorama dal Corcovado e dal Pan de Azucar!!!), la ricerca di locali noti per la musica “ao vivo”, i ristoranti tipici, abbiamo anche potuto toccare con mano la pesante atmosfera militarizzata della città che, in quei giorni, ospitava i giochi pan americani. Polizia dappertutto, ad ogni incrocio, ad ogni semaforo, soprattutto nella ricca e turistica zona di Copacabana e Ipanema.
Il secondo incontro socio-culturale è stato quello della Favela Pereira da Silva nella quale, sempre accompagnati da Laura, abbiamo incontrato i rappresentanti dell'associazione legata al “Progetto Morrinho” (www.morrinho.com). Un progetto sviluppato da un gruppo di giovanissimi della Favela che, per gioco, tanti anni fa, hanno ricostruito su una collina la Favela stessa in miniatura, un plastico dettagliato e particolareggiato, fatto di piccoli mattoni forati, materiali di riciclo, lego, ecc. Un “gioco” che, negli anni, è divenuto un progetto sociale in grado di coinvolgere e impegnare la totalità dei giovani abitanti nella favela stessa e non solo. Oggi, con l’orgoglio degli “attori” di questo progetto e di tutta la popolazione del luogo, il Morrinho vanta centinaia di visitatori, varie esposizioni e anche premi d’importanza internazionale. L’ultima trasferta estera è stata l’esposizione e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel mese di luglio 2007.
Il penultimo giorno di permanenza nello stato di Rio lo abbiamo trascorso in campagna, nell'interno, a una quarantina di chilometri da Rio De Janeiro, con la nostra seconda tappa “sulla strada dei Sem Terra”. Un’altra grande giornata! Con Laura che ci ha fatto da guida-interprete, abbiamo visitato l’assentamento “Terra Prometida”. Per raggiungere il villaggio abbiamo dovuto fare un po' di peripezie coi due furgoni che ci hanno trasportato, perché la strada sterrata era un po' malandata per le recenti piogge.
L’iniziale incontro con Claudio Amaro, uno dei due delegati al congresso nazionale dell’assentamento, ci ha permesso di conoscere la storia, la vita, l’attività della loro situazione e, più in generale, di approfondire la conoscenza della realtà complessiva del movimento dei Sem Terra, non soltanto sul piano organizzativo, ma anche sul piano programmatico-strategico. In quell’incontro abbiamo imparato che tutti gli organismi dirigenti del movimento vengono eletti con una presenza davvero paritetica tra i sessi: 50% uomini e 50% donne; che i bambini vengono coinvolti nelle attenzioni e nella gestione delle loro realtà di vita e di studio, con “il metodo della critica ed autocritica”.
Sconvolgente... quanto abbiamo da imparare!
Claudio Amaro, per sintetizzare il suo interessante intervento, con molta severità e convinzione, ha tenuto a darci questo chiaro messaggio: il MST è un grande movimento che si batte non solo per la riforma agraria in Brasile, ma per contribuire a costruire un Uomo ed un Mondo nuovo sulla Terra!
Non a caso il Mst è uno dei principali sostenitori di “Via Campesina”, l’organizzazione dei movimenti contadini sparsi nel mondo.
Altro che solo coltivazione della terra espropriata ai latifondisti...!
Dopo questa approfondita lezione, abbiamo esplorato l’accampamento in loro compagnia. Uno dei contadini del villaggio ci ha portato a visitare il lago nella adiacente foresta tropicale. Alcuni coraggiosi membri del nostro gruppo si sono addentrati su una “zattera”, insieme al contadino, per esplorare l’ambiente veramente suggestivo.
Abbiamo saputo che ogni anno un gruppo di giovani tedeschi di una ONG, alloggia nel villaggio, impegnandosi su progetti di cooperazione. L’alloggio è una bella struttura a 2 piani, molto ben curata. E’ in grado di ospitare una trentina di persone e... chissà che si riesca a progettare anche un nostro soggiorno.
Claudio Amaro, al momento dei saluti, dopo la consegna del nostro omaggio di materiale scolastico e cancelleria, ci ha sollecitato la continuazione del rapporto di amicizia e solidarietà tra le nostre rispettive realtà.
Il resto della permanenza a Rio è stato piacevole, tra lungomare e serate musicali, gustosissime fejoada, ottime cachaca e caipirinha!!!

SALVADOR DE BAHIA. Ed eccoci nella culla della cultura e della musica “afro-brasiliana” e non solo...
Dopo l'atterraggio, il trasporto in hotel è stato molto suggestivo. Una città vasta, popolatissima -più di 3 milioni di persone- un impressionante susseguirsi di diversità di architetture, tra grattacieli e vere e proprie favela, un meraviglioso, elegante ed intrigante centro storico (conosciuto meglio nei giorni successivi) e periferie alquanto degradate.
Non possiamo assolutamente negare che il soggiorno a Salvador (e dintorni) sia stato il più interessante, affascinante e piacevole di tutta la vacanza.
Dalla spiaggia sotto l’hotel col mare bello e tranquillamente balneabile, alle suggestive serate al Pelourinho (il centro storico, patrimonio dell'Unesco) pieno di vita, musica, spettacoli di strada, piccoli ristoranti, vicoli intriganti, al Mercado Modelo ricco di artigianato e di ogni tipo di creatività, al susseguirsi ininterrotto di spettacolari esibizioni di Capoeira e percussioni, Salvador ha meritato i complimenti di tutto il gruppo. Nonostante qualche paura, a volte esagerata, di rischiare d’incappare in situazioni di disperazione e violenza, piuttosto che al dispiacere dell’uso -e abuso- di importanti aspetti della cultura e delle tradizioni locali per fini turistici, siamo riusciti, ognuno a modo suo ed in tempi diversi, a goderci un'atmosfera che è risultata tra le più belle dell'intero viaggio.
A Salvador abbiamo incontrato e conosciuto Federico Mei, di Arci Nazionale, che ha collaborato con noi nei preparativi del viaggio. Federico è un profondo conoscitore del Brasile, della storia e della vita del MST. Era in Brasile già dall’inizio di luglio, dopo aver condotto e guidato un gruppo di 15 partecipanti in un campo di lavoro dai Sem Terra nel Maranhão, per sostenere un progetto di cooperazione su cui è impegnata l’Arci Nazionale.
Federico ci ha accompagnati all’accampamento dei Sem Terra “El Dorado”, la terza nostra tappa, vicino a Santo Amaro, facendoci da interprete per tutta la giornata. Roberto Medina, “il cileno”, uno dei segretari del Mst di Salvador e coordinatore del villaggio, ci ha accolto e incontrato nella palestra del campo. Un incontro caldo e interessante, in cui Roberto ed altre/i responsabili dell’accampamento ci hanno raccontato la loro storia, la loro attività, sia politico/culturale che produttiva, i loro problemi. Tra le varie cose, Roberto non ha risparmiato l’esposizione delle numerose contraddizioni vissute nel rapporto col governo Lula, di disillusione e di speranza, di sostegno critico e di lotta. Le risposte di Roberto e degli altri esponenti del Mst alle numerosissime domande del gruppo, non hanno fatto altro che aumentare la curiosità, la riflessione, l’attenzione, la speranza nei confronti di un movimento cosi grande e importante. C'era anche la responsabile della medicina alternativa, simpatica e sorridente, grande conoscitrice delle piante officinali e delle proprietà terapeutiche della medicina naturale. Con entusiasmo ci ha parlato dell'importanza di questa disciplina e della sua trasmissione. Ci ha mostrato alcune piante, nominandole e spiegandocene il relativo beneficio per l'organismo e per la cura di alcuni problemi fisici.
Grande ricchezza della natura! Quanto rispetto e quanta attenzione dovremmo dedicarle!
All'ora di pranzo, l’appetito è stato pienamente soddisfatto da un pasto ricco, variegato e gustoso, come poche altre volte ci è capitato in quei giorni, preparato dalla famiglia che gestisce il punto di ristoro presente nel campo. Dopo pranzo, ci siamo dati alle danze insieme agli adulti e agli anziani che tentavano di insegnarcene i passi, e anche ai giochi e alle coccole con i bambini (veramente stupendi!). Abbiamo proseguito con la visita del villaggio, socializzando con la gente, visitando anche le loro umili abitazioni. Ci hanno detto che, se tutto va bene, entro un anno dovrebbero avere nuove casette, nell’ambito del piano di sviluppo dell’assentamento. Ci hanno accompagnato a visitare le coltivazioni di cacao, su cui quell’assentamento è specializzato, spiegandoci tutto il processo di lavorazione e facendoci infine assaggiare le prelibatezze del prodotto finito, che molti di noi hanno comprato.
Il momento del saluto è stato veramente commovente. Dopo la consegna del nostro omaggio, con l’impegno di mantenerci collegati, le 4 persone dell’assentamento che ci hanno seguito nella nostra visita, hanno intonato l’inno del MST. E' stato un momento davvero toccante ed emozionante.
Una giornata così bella e intensa, non poteva che finire in questo modo speciale, fra abbracci solidali e commossi.
Gli altri giorni di permanenza a Salvador ci hanno permesso di conoscere altri pezzetti dell'affascinante e meraviglioso stato di Bahia, come la bellissima Praia do Forte, a 2 ore da Salvador, e la magica spiaggia di Imbassai, che abbiamo raggiunto in zattera o guadando il fiume.
Un’altra delle giornate memorabili è stata la visita ad Acupe, un villaggio di pescatori nel Reconcavo Bahiano. Un luogo e una realtà indescrivibili, che non potremo scordare. Dopo la visita del villaggio, i pescatori ci hanno portato con le loro canoe lungo il corso del fiume, in mezzo a mangrovie popolate da aironi. Un percorso emozionante e suggestivo. Abbiamo infine visitato il Centro de Desenvolvimento Social de Acupe, l’associazione culturale che svolge attività di artigianato, gestita dalle donne del villaggio.
Il pranzo è stato altrettanto memorabile, in un piccolo e meraviglioso ristorante familiare, all'ombra di un imponente albero.
Acupe ci è rimasta fortemente impressa nella memoria e nel cuore per mille ragioni che sarebbe lungo raccontare. Una delle cose più incredibili e curiose è l’organizzazione della radio locale “Radio Comunitaria Esperança”, che trasmette 2 ore al giorno, non attraverso le tradizionali frequenze radiofoniche ma per mezzo di altoparlanti sparsi in tutto il villaggio!!!
Le suddette realtà le abbiamo conosciute anche grazie al rapporto con Loris, uno dei responsabili italiani di Verona della Casa Encantada di Itapoã, a pochi chilometri da Salvador, una posada del circuito di turismo responsabile del MLAL ProgettoMondo (Movimento Laici America Latina), una Ong italiana di volontariato nazionale e internazionale (www.casaencantada.it). Loris ci ha accompagnato, guidato, condotto, aiutato, con una disponibilità umana e professionale veramente rare. Speriamo in futuro di poter soggiornare alla Casa Encantada, perché vale veramente la pena trascorrerci almeno qualche giorno: posizione incantevole vicino al mare, abitazioni molto accoglienti e romantiche, costi del soggiorno veramente convenienti, gentilezza e calore umano.

Il ritorno a Recife per prendere l’aereo per l’Italia, non poteva che essere triste come il tempo piovoso che ci ha tenuto compagnia nella nostra serata finale. Il giorno successivo, prima di andare in aeroporto, il sole brasiliano è rispuntato, dandoci la possibilità di goderci le ultime ore in spiaggia, e rincuorandoci nella volontà di tornare, al più presto possibile.
Per piacere, per simpatia, per interesse, per solidarietà...

I partecipanti al viaggio di Arci Metromondo
Milano - settembre 2007