capo verde

Breve diario del viaggio di Metromondo a
CAPO VERDE - Estate 2006

Molto sinteticamente, si può dire che il viaggio a Capo Verde sia stato complessivamente positivo, soprattutto tenendo conto del fatto che è stata la prima esperienza di viaggio in un luogo differente da quello storicamente “toccato” dalla nostra associazione, cioè Cuba.

Dal punto di vista organizzativo, tutto ha funzionato (quasi) alla perfezione, grazie all’organizzazione molto seria e scrupolosa del viaggio, gestita dal tour operator di cui ci siamo avvalsi ed al lavoro di collaborazione svolto, precedentemente alla partenza, da parte di Deborah Forlani: dai rapporti con i partecipanti, a quelli col tour operator, a quelli con i capoverdiani; dalla programmazione giornaliera dello svolgimento del viaggio (con tanto di incontri e lavoro di ricerca connessi...), alla programmazione culturale (documenti) e logistico-organizzativa (documentazione partecipanti, organizzazione voli e hotel, ecc.). Tutto è andato bene organizzativamente, tranne che all’arrivo nella capitale Praia, dove ci siamo trovati, di notte, a dover decidere di stare in un hotel con le camere senza finestre e senza aria condizionata, perchè in quei giorni c’erano problemi di alimentazione elettrica in tutta la città. E’ stato l’unico momento di “panico” nel gruppo -complessivamente armonico, socievole ed interessante-, risoltosi con il cambio di alloggio in 2 diversi hotel.
Dal punto di vista dei canoni del viaggio “responsabile”, è stata un’esperienza che ha permesso di scoprire l’interessante realtà di Capo Verde, sia nelle bellezze paesaggistiche e ambientali (mare e spiagge stupende, soprattutto a Boa Vista, uniche al mondo!), sia nella realtà socio-storico-culturale. Capo Verde è una situazione “africana” sui generis, cioè diversa dalla maggioranza dei paesi e delle storie del resto dell’Africa.
E’ una realtà meno povera della media dei paesi africani, che conta una popolazione totale di 300.000 abitanti e, attualmente, soprattutto a Sal e Boa Vista, due delle isole più importanti, si stanno affermando, purtroppo in termini molto devastanti dal punto di vista ambientale, progetti di sviluppo turistici veramente distruttivi per la natura e l’ambiente.

Sul piano culturale, molta parte dell’interesse riscontrato da parte nostra è riferito all’attività musicale e di danza in quasi tutte le 5 isole (su 10) conosciute, ma soprattutto nell’isola di Sao Vicente, e in particolare a Mindelo, la principale città dell’isola.
Durante il viaggio, sono stati presi i primi contatti con diverse reatà socioculturali, come ad esempio la scuola di Capoeira più importante, e con l’ospedale di Mindelo; con il malconcio liceo di Sal Rei -capoluogo dell’isola Boa Vista-; con un centro di assistenza e recupero di anziani ed invalidi di S. Antao; con la comunità dei “rebelados” (anticlericali ed anti-governativi) dell’isola di Santiago. Sono stati definiti alcuni impegni di futura collaborazione con la scuola di Capoeira di Mindelo, di cui bisognerà tenere conto qualora si volesse continuare a sviluppare il nostro rapporto con la realtà capoverdiana.

Sul gruppo che ha partecipato al viaggio, si può fare una valutazione complessivamente positiva, a parte i soliti, piccoli problemi. Sono stati stabiliti dei buoni rapporti di amicizia, anche verso Metromondo, da parte della maggioranza dei partecipanti. Il viaggio ha permesso di far conoscere ai partecipanti una bella ed interessante realtà, come quella di Capo Verde, con una spesa veramente contenuta (1.610,00 euro).

I ricordi più belli:
Tarrafal (isola di Santiago):
la spiaggia, il villaggio dove abbiamo alloggiato, i ristorantini, il buon pesce ed i macachi (che ci aspettavano al mattino all’uscita della capanna dove facevamo colazione per fregarci le banane...);
Mindelo (isola di Sao Vincente): le belle serate nei tanti e buoni ristoranti o locali, o in piazza con feste, musica e danze fino a tarda notte, e la stupenda ed immensa spiaggia di Plaia Grande, a circa una ventina di chilometri dalla città; la bellissima escursione fatta nella foresta di S.Antao, in cui pare di cambiare completamente mondo rispetto alla situazione desertica delle altre isole;
Boa Vista: tutte le spiagge (Santa Monica in particolare), il ristorante familiare di Luisa, che era diventata “casa nostra” (ottimo cibo, abbondante ed a prezzi contenutissimi), ed il bellissimo deserto presente, attraverso cui si arriva alla stupenda spiaggia dove è ancora arenata una nave pirata, e dove siamo stati capaci di perderci, nonostante le indicazioni della guida!!!

La gente di Capo Verde, pur essendo di indole molto “riservata”, ci ha accolto con molta disponibilità ed ospitalità in tutte le isole e situazioni incontrate.

Un nostro pensiero particolarmente affettuoso lo dedichiamo alla famiglia di Mindelo della “nostra” Fatima (socia di Metromondo che vive e lavora a Milano) che ci ha regalato una caldissima amicizia.

Vorremmo dare continuità a questa esperienza nei prossimi anni, approfondendo i rapporti con le situazioni socio-culturali che abbiamo conosciuto (scuola di capoeira ed ospedale della bellissima, musicale Mindelo, la città della grande cantante Cesaria Evora; istituzione scolastica ed associazione culturale della splendida Boa Vista, con le spiagge tra le più belle mai viste; l’associazione naturalista e di organizzazione di trekking della meravigliosa e rigogliosa S. Antao; la comunità dei “Rebelados”, un migliaio di persone che vive ed opera nell’isola di Santiago, ad una cinquantina di chilometri dalla capitale, che autoorganizza la propria vita e la propria attività al di fuori da ogni regola statale).

A presto Capo Verde...

immagini da Capo Verde